ROK Cup Winter Trophy - Il resoconto delle gare
ROK Cup Winter Trophy | 24 Feb 2026
ROK Cup Winter Trophy - Il resoconto delle gare
ROK Cup Winter Trophy | 24 Feb 2026
La ROK Cup Winter Trophy apre ufficialmente, in Italia, la nuova stagione del monomarca by Vortex al South Garda Karting di Lonato del Garda, con numerosi partecipanti nelle sette categorie presenti nel paddock. Al termine delle due giornate di gara, le finali hanno incoronato i seguenti vincitori: Andrea Baraggi (Mini ROK U10), Edoardo Traina (Mini ROK), Iven Ammann (Junior ROK), Andrea Giudice (Senior ROK), Andrea Sorbello (Expert ROK), Riccardo Ferrari (Super ROK) e Marco Chiarello (Shifter ROK).
Mini ROK U10
Finale sul filo dei millesimi di secondo, per i più piccoli della Mini ROK U10.
Il weekend ha subito inizio con una qualifica serrata, nella quale a svettare è Raman Murachou, con il tempo di 56.228 secondi. Per soli 6 millesimi di differenza, Radoslaw Czernicki si deve “accontentare” del secondo posto. Leon Giudicelli è terzo, con alle proprie spalle Andrea Baraggi, quarto, Mikhail Zanochkin, quinto, e Nelson Cabrera Mondello, sesto. Anna Makolm occupa la settima posizione, seguito da Alessandro Puppo, ottavo, Ludovico Maietti, nono, e Stanislaw Antczak, decimo. La classifica prosegue con Leo Sawicki, Ryszard Kocik, Konstantin Kaczmarczyk, Jakub Mizera, Elias Kaya e Gabriel Mara Varon.
Anche al termine delle qualifying heat, Murachou è saldamente in prima posizione, dopo aver collezionato due vittorie e un quarto posto. Giudicelli e Baraggi guadagnano rispettivamente il secondo e il terzo posto, mentre Makolm si stabilisce in quarta posizione. Sawicki risale dall’undicesimo posto al quinto. Czernicki, Cabrera Mondello, Zanochkin, Antczak, e Puppo completano la classifica dei primi dieci.
Nella finale, Murachou mantiene saldamente la testa della corsa dopo la partenza, mentre Giudicelli resta il primo inseguitore, con Makolm a occupare la terza posizione. A movimentare la gara, però, è Baraggi: risale fino al secondo posto e, al penultimo giro, passa con decisione il leader Murachou, sorpassato poi anche da Makolm. Poco dopo, un contatto multiplo coinvolge, tra gli altri, proprio Murachou e Giudicelli, costringendoli a riprendere la gara dalle retrovie. All’ultimo giro, Baraggi e Makolm duellano per la vittoria, che va all’italiano per appena 0.046 secondi. Czernicki e Cabrera Mondello lottano per il gradino più basso del podio, conquistato dal polacco.
Mini ROK
Ad animare il paddock e le gare del ROK Cup Winter Trophy ci sono, ovviamente, anche i giovanissimi piloti della Mini ROK.
La pole position in qualifica è una questione di pochi millesimi di secondo: infatti, con il miglior tempo di 54.745 secondi, è Edoardo Traina a precedere tutti in classifica, battendo Edoardo Galimberti per appena 0.002 secondi. Giorgio Sapignoli insegue in terza posizione, davanti a Lola Mukhammadiyev, quarta, Mattia Pellin, quinto, e Mathias Drexler, sesto. Riccardo Gileppa e Nathan Lotrionte sono rispettivamente settimo e ottavo, mentre Natan Lukas e Iker Castro chiudono la top-10. La classifica prosegue con Pawel Markowski, Francesco Petta, Nicolas Yerly, Stefano Bellopede, Filippo Frigerio, Aleksander Pelikanski, Samuel Dal Pozzo, Matteo Gei, Nico Fardin, Leon Lewczuk, Paul Plattner-Geramb, Sebastian Schirripa, Tymon Parszewski, Zian-Stefan Iliescu, Ethan Meresse, Francesco Sarzina, Antonio Martin, Kamrad Leon, Michal Lepczynski, Bryan Distaso, Piotr Mikolajczyk, Piotr Blotny, Thomas Ometto e Antoni Skwarek.
Archiviate le qualifying heat, Traina si conferma saldamente al comando della classifica intermedia con due vittorie e un terzo posto. Pelikanski mette a segno una notevole rimonta di quindici posizioni, guadagnando così il secondo posto. Anche Petta è autore di un percorso positivo nelle manche eliminatorie, passando da 12° a terzo. Pellin, quarto, precede Frigerio, salito da 15° a quinto. Sapignoli e Lotrionte occupano la sesta e la settima posizione, con Fardin alle loro spalle, grazie a una rimonta che lo porta dal diciannovesimo all’ottavo posto. Marowski e Drexler sono nono e decimo. Mukhammadiyev retrocede in undicesima posizione, mentre Galimberti è quattordicesimo.
La finale prende il via con Traina autore di una partenza perfetta, seguito da Petta, Frigerio e Lotrionte nelle posizioni immediatamente successive. Al secondo giro, Frigerio supera Petta e si lancia all’inseguimento di Traina, capace tuttavia di tenere a bada il connazionale e, anzi, di aumentare il proprio vantaggio. Dietro, Pelikanski si porta al terzo posto, dopo un avvio poco brillante dalla prima fila, e tenta di colmare il gap con i due davanti. La corsa termina con la vittoria di Traina seguito da Frigerio, secondo, e Pelikanski, terzo. Pellin, anche lui non altrettanto efficace allo start, recupera fino al quarto posto, piazzandosi davanti a Drexler, Lotrionte, Gileppa e Petta.
Junior ROK
È una finale incandescente quella della Junior ROK, ricca di colpi di scena.
In qualifica è David Moscardi a svettare, grazie al crono di 49.380 secondi. Distanziato di appena 72 millesimi troviamo Matteo Peruccio, secondo assoluto. Patrick Bissa e Leonardo De Grandi si posizionano rispettivamente terzo e quarto, davanti ai due polacchi Kacper Kluk e Borys Blaszczyk, quinto e sesto. Iven Ammann si assicura la settima posizione, con alle spalle Emma Boschetto, ottava, Adrian Potepa, nono, e Michai Zajac, decimo. La graduatoria prosegue con Simone Seveso, Tommaso Pomoni, Plamen Teliyski, Tommaso Mottarelli, Mia Zanki, Nicolò Poli, Manuel Calendi, Leonard Wcislo, Mattia Bianchi, Marco Pozzoni, Lena Pichler, Karol Kostur, Enzo Stambaugh, Mikolaj Gawlikowski, Sebastian Brand, Alessandro Sarlas, Stanislaw Grabowski, Leonard Utsch, Rudy Koka, Andrea Croce Screpis, Vasco De Vito, Melyann Bellini, Luca Marginean, Franciszek Jeszke e Francia Stavros Tsotsos.
I successivi risultati delle qualifying heat cambiano notevolmente la fisionomia della classifica. Potepa centra due vittorie e un terzo posto, guadagnando così la leadership generale. Bissa ottiene un successo e sale al secondo posto, mentre Moscardi è costretto a retrocedere in terza posizione. De Grandi è stabile in quarta piazza, con Peruccio quinto, Ammann sesto, Blaszczyk settimo e Kluk ottavo. Teliyski risale da 13° a nono, infine Stambaugh passa da 23° a decimo.
In finale, Potepa rimane saldo in prima posizione dopo le prime curve, con Moscardi nel ruolo di primo inseguitore e Bissa costretto a stabilirsi al terzo posto, dopo essere stato passato momentaneamente anche da Peruccio. La battaglia per il primato si anima immediatamente: Moscardi passa al comando nel corso del secondo giro, ma successivamente si alternano davanti anche Potepa e Bissa. Tuttavia, a emergere definitivamente è Ammann, in testa a partire dall’ottavo giro, che approfitta della bagarre dei propri inseguitori per guadagnare un margine consistente. Bissa, liberatosi dei rivali, tenta di “ricucire” il distacco, ma Ammann vince con 1.494 secondi di vantaggio sull’italiano. Potepa chiude terzo, tuttavia viene successivamente penalizzato di tre secondi per un contatto con Moscardi. Peruccio sale così sul terzo gradino del podio, davanti a Potepa, quarto, Moscardi, quinto, Boschetto, sesta, De Grandi, settimo, e Kluk, ottavo.
Senior ROK
Nella categoria Senior ROK, la competizione è come sempre di altissimo livello.
Il weekend si apre con la pole position di Andrea Barbieri: l’italiano, con il tempo di 47.515 secondi, precede Riccardo Brangero di 41 millesimi di secondi. Kacper Rajpold occupa il terzo posto, davanti a Riccardo Salemi, quarto, e a Giulio Mazzolini, quinto. Alan Jakobiak e Colin Wazny sono rispettivamente sesto e settimo, davanti a Elia Galvanin, ottavo, Christian Romeo, nono, e Maxim Becker, decimo. A seguire troviamo Iwo Beszterda, Rayan Carrè, Andrea Giudice, Giovanni Polato, Luca Perelli, Mattia D'Erme, Alessandro Cocchi, Oguz Marangoz, Davide Lombardo, Jan Stencel, Ludovica Miceli, Piotr Protasiewicz, Nik Sculac, Michal Czyzewicz, Kian Gauci, Noemi Pradier, Natala Kostur, Quentin Grottoli, Leonardo Monzani, Jakub Jojko, Omar Locarini, Alexandru Radita, Stefan Constantinof, Luca Baggioli e Andrea Ladina.
Nonostante non colga alcuna vittoria nelle qualifying heat, Barbieri si assicura la pole position per la finale, grazie a tre secondi posti. Giudice, con invece due successi all’attivo, guadagna la seconda posizione. Anche Romeo e Beszterda risalgono la classifica, piazzandosi terzo e quarto. Rajpold e Salemi, al contrario, retrocedono al quinto e al sesto posto, mentre Wazny rimane stabile al settimo. Lombardo e D’Erme accedono alla top-10, ottavo e nono rispettivamente. Infine, Mazzolini è decimo.
La finale inizia con Barbieri abile nel mantenere la prima posizione dopo il via, mentre Giudice è costretto a cedere la seconda piazza a Romeo poco prima del termine del giro d’apertura. Si forma quindi, rapidamente, un gruppetto di cinque piloti composto da Barbieri, Romeo, Giudice, Rajpold e Beszterda. Tra questi, è Giudice a movimentare la classifica: al terzo giro supera Romeo e, nel corso del quinto passaggio, prende la leadership dalle mani di Barbieri. Poco dopo, Barbieri è costretto a cedere anche la seconda posizione a Rajpold, mentre Beszterda e Romeo seguono alle sue spalle. Nelle fasi conclusive, Barbieri riesce a riportarsi in seconda posizione, senza, però, riuscire a impensierire Giudice. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Giudice, mentre Rajpold beffa Barbieri all’ultima curva e conquista la piazza d’onore davanti all’italiano. Beszterda chiude quarto, Romeo è quinto.
Expert ROK
La Expert ROK, a Lonato del Garda, come sempre, regala al pubblico gare vivaci e appassionanti.
A mettere il proprio nome in cima alla classifica dopo la qualifica è Andrea Sorbello, in grado di realizzare un tempo di 48.684 secondi. Alessandro Viganò si piazza secondo, precedendo Paolo Baselli, terzo, e Daniel Zajac, quarto. Michele Zampieri ottiene il quinto posto, davanti a Marco Massironi, sesto, Adrian Marcinkiewicz, settimo, e Stefano Turchetto, ottavo. Giovanni Marco Ciracì e Marco Nannavecchia sono rispettivamente nono e decimo. Tino Donadei, Luca Molinari, Gianluca Todeschini, Pier Giuseppe Di Landro, Eric Chapon e Cristiano Gautier completano la graduatoria delle prove di qualificazione.
Con uno score perfetto di tre vittorie su tre qualifying heat, Sorbello non si smuove dalla prima posizione anche nella classifica intermedia. Viganò, tre volte secondo, rimane il principale rivale del campione in carica della ROK Cup Italia. I polacchi Zajac e Marcinkiewicz salgono al terzo e al quarto posto, con Zampieri saldo al quinto e Donadei sesto. Ciracì, Molinari, Nannavecchia e Di Landro occupano le ultime posizioni disponibili in top-10. Baselli retrocede all’11° posto.
Anche nella finale, Sorbello è l’uomo da battere. Il poleman guida la gara fin dalle primissime battute, mentre Zajac scavalca Viganò e si insedia al secondo posto. Zampieri, dopo essersi portato in quarta piazza grazie a un ottimo avvio, sorpassa sia Viganò sia Zajac in appena due giri, diventando quindi il primo inseguitore di Sorbello. Il leader della gara, tuttavia, amministra nel migliore dei modi il proprio vantaggio e si assicura il successo, con Zampieri a occupare la piazza d’onore e Viganò sul gradino più basso del podio. Autore di una rimonta di nove posizioni, Chapon coglie la quarta posizione. Ciracì è quinto, Zajac è sesto, Baselli è settimo.
Super ROK
La categoria Super ROK riserva diverse sorprese nel corso delle due giornate di gara ufficiali.
Il weekend inizia con la pole position di Giuseppe Gaglianò, grazie a un tempo di 47.156 secondi. Bartosz Grzywacz si assicura il secondo posto in graduatoria, mentre Alex Desario e Nicholas Tomasella sono rispettivamente terzo e quarto. Christian Canonica occupa il quinto posto, davanti a Lucas Bonhomme, sesto, Riccardo Ferrari, settimo, Alex Laghezza, ottavo, Mattia D’Abramo, nono, e Nicolò Coppotelli, decimo. La classifica prosegue con Alberto Masotto, Samuele Di Filippo, Nicholas Reino, Manuel Gritti, Vittorio Maria Russo, Alessandro Zini, Mariachiara Nardelli, Pietro Mondin, Federico Zanetti, Nikola Nikolic e Samuele Sottile.
Tutto cambia al termine delle qualifying heat, nelle quali a emergere in testa alla classifica intermedia è Ferrari. L’italiano, infatti, vanta due successi e un quinto posto, risultati migliori di Grzywacz, rimasto stabile in seconda posizione. Coppotelli e D’Abramo guadagnano la terza e il quarto posto, con alle spalle Canonica fermo al quinto. Di Filippo e Russo recuperano diverse posizioni, piazzandosi sesto e settimo. Dietro a Laghezza, ottavo, retrocedono Desario, nono, Tomasella, decimo, e Bonhomme, undicesimo. Complici due manche poco fortunate, Gaglianò scende al 13° posto.
Nella finale, Ferrari non spreca la chance di partire davanti a tutti e conserva la leadership allo spegnersi dei semafori, con Grzywacz, Coppotelli, D’Abramo e Canonica immediatamente alle sue spalle. In breve, Ferrari e Grzywacz allungano sul resto del gruppo, bloccato alle spalle di un tenace Coppotelli. Tuttavia, a mettersi in luce nel corso della gara è Gaglianò: risale fino al terzo posto e raggiunge la coppia Ferrari-Grzywacz. Proprio il polacco inizia a proteggere la propria posizione dall’italiano a due giri dal termine, permettendo a Ferrari di allungare e di tagliare indisturbato il traguardo finale. Grzywacz riesce a mantenere il secondo posto davanti a Gaglianò, terzo. Quarta posizione per Laghezza, quinta per D’Abramo, sesta per Bonhomme, settima per Canonica e ottava per Coppotelli.
Shifter ROK
La Shifter ROK, la categoria a marce della ROK Cup, chiude il fine settimana del ROK Cup Winter Trophy.
Marco Chiarello conquista la pole position in qualifica. L’italiano fa segnare un tempo di 46.482 secondi, piazzandosi davanti a Gabriele Bensi, secondo a 111 millesimi di secondo. Simone Donchi e Marco D’Elia sono rispettivamente terzo e quarto, mentre Leonardo Maria Boccardi e Louis Binder occupano il quinto e il sesto posto. Fabio Citignola è settimo, seguito alle spalle da Riccardo Franciosi, ottavo, Matteo Moni, nono, e Tymoteusz Ksiadz, decimo. Iacopo Ficini e Mattia Cocchi chiudono la classifica.
Con un bottino formato da due vittorie e un terzo posto, Chiarello resta al comando della categoria dopo le qualifying heat, sempre tallonato da Bensi. Binder ottiene un successo e sale in terza posizione. D’Elia rimane fermo al quarto posto, mentre Moni e Ksiadz salgono al quinto e al sesto. Donchi, Franciosi, Cocchi, Boccardi, Ficini e Citignola occupano le restanti posizioni in griglia per la finale.
Nell’ultima gara del weekend, D’Elia beffa tutti allo spegnimento dei semafori e prende le redini della corsa, con Bensi capace di mantenere il secondo posto. I due arrivano ai ferri corti dopo poche curve, favorendo il doppio sorpasso di Chiarello, terzo dopo il via. D’Elia prova quindi a contenere i rivali alle sue spalle, ma viene passato da Binder e Bensi; inoltre, la direzione gara gli assegna tre secondi di penalità per partenza anticipata. Nel frattempo, Chiarello risulta imprendibile e transita in solitaria sotto la bandiera a scacchi. Binder, a lungo in seconda posizione, è costretto al ritiro a metà gara, lasciando così la piazza d’onore a Bensi. D’Elia, nonostante la penalizzazione, si assicura il terzo posto, precedendo in classifica Moni, quarto. Quinto posto, infine, per Donchi.