ROK Cup Italia, round 8 - Il resoconto delle gare
ROK Cup Italia | 16 Set 2026
ROK Cup Italia, round 8 - Il resoconto delle gare
ROK Cup Italia | 16 Set 2026
La stagione 2026 della ROK Cup Italia si chiude con l’ottavo e ultimo appuntamento di Lonato del Garda (BS). Sul tracciato del South Garda Karting, le sette categorie protagoniste danno vita a un intenso weekend, tra sfide serrate e gare ricche di emozioni. Al termine della giornata, sono stati celebrati i seguenti campioni di categoria: Milan Romano De Ruit (Mini ROK U10), Ghazi Almekdad (Mini ROK), Blazej Kostrzewa (Junior ROK), Riccardo Salemi (Senior ROK), Alessandro Viganò (Expert ROK), Giuseppe Gaglianò (Super ROK) e Marco Chiarello (Shifter ROK).
Mini ROK U10
Grande spettacolo, come sempre, nella Mini ROK U10.
Seconda pole position in questa stagione per Leon Giudicelli, il migliore in qualifica grazie a un tempo di 55.677 secondi. Aiden Moreira è secondo, distanziato di soli 0.083 secondi, davanti a Gabriel Mara Varon, terzo, e a Giovanni Ventorino, quarto. Il leader di campionato Milan Romano De Ruit si classifica quinto, seguito da Antonio Mastroianni, sesto, Raman Murachou, settimo, Nicolò Zagatti, ottavo, Miguel Spina, nono, ed Enrico Ticianelli, decimo. Alle loro spalle si classificano Brody Brown, Mikhail Zanochkin, Andrea Baraggi, Jakub Mizera, Nelson Luis Cabrera Mondello, Anna Makolm, Mathias Riccardo Bartyan, Elias Kaya, Pietro Zera, Ianis Shabani, Arda Bilyanov, Wiley Lee, Antonio Salerno, Pietro Cimieri, Leone Mingari, Giacomo Pozzoni, Zev Godschalk, in lizza per il titolo, e Ludovico Maietti.
Nella prefinale, Giudicelli resta in testa, mentre Mara Varon tenta l’attacco al primo tornante, andando lungo e lasciando il secondo posto a De Ruit. Con il passare dei giri, però, è Spina a mettersi maggiormente in luce: partito nono, risale rapidamente fino al secondo posto e sembra avere il passo per contendere il primato a Giudicelli. Un’intensa bagarre per la seconda posizione tra Spina, Mara Varon, Ventorino, Moreira e De Ruit favorisce però la fuga di Giudicelli, che si aggiudica il successo. Ventorino chiude secondo, con Moreira terzo, De Ruit quarto e Mara Varon quinto. Mastroianni, Bartyan, Baraggi, Brown e Murachou concludono in top-10, mentre Spina è costretto al ritiro all’ultimo giro dopo un contatto. Godschalk recupera fino all’11° posto.
Nella finale, Giudicelli sfrutta ancora una volta la pole position e guida le fasi iniziali, con Moreira e Ventorino immediatamente alle sue spalle. I tre rimangono a lungo racchiusi in pochi metri e si contendono il primato, con Ventorino capace di portarsi al comando a metà gara. La battaglia tra i battistrada permette però a Godschalk di ricucire progressivamente il distacco e di inserirsi nella lotta per le prime posizioni negli ultimi giri. Alla bandiera a scacchi è Giudicelli ad avere la meglio, davanti a Moreira, secondo, e Godschalk, terzo. De Ruit strappa all’ultimo il quarto posto a Ventorino, quinto. Zanochkin, Murachou, Mara Varon, Spina, partito dalle retrovie, e Mastroianni chiudono in top-10.
De Ruit si assicura il titolo di campione con 409 punti, battendo la concorrenza di Godschalk, secondo con 400 punti. Giudicelli è terzo con 379 punti.
Mini ROK
La Mini ROK incorona un volto nuovo nell’ultimo appuntamento dell’anno.
Per la prima volta in stagione, Edoardo Traina coglie la pole position in qualifica. L’italiano, con un tempo di 54.867 secondi, precede il compagno di squadra Ghazi Almekdad, secondo con un distacco di 0.069 secondi. Mathias Drexler occupa il terzo posto, davanti a Mateo Gomez, quarto, ad Aleksander Pelikanski, quinto, e a Mattia Pellin, sesto. In settima posizione troviamo Francesco Petta, con Filippo Frigerio ottavo, Dorian Bazzoli nono e Thomas Ometto decimo. La classifica prosegue con Lola Mukhammadiyev, Emma Gatto, Michal Lepczynski, Sebastian Schirripa, Vincent Oliver Rieso, Bryan Distaso, Lorenzo Cooper Lopez, Matteo Meni, Iker Castro, Pawel Markowski, Johannes Buchhammer, Murilo Pinheiro Dominguez, Ghjulian Letailleur, Antonio Martin, Piotr Mikolajczyk, Stefano Sapuppo, Stefano Fenu e Samuel Dal Pozzo.
Nella prefinale, Traina scatta bene e conserva la leadership davanti a Drexler, Pelikanski, Almekdad, Gomez e Petta. Nel corso della gara, l’italiano gestisce al meglio la pressione degli inseguitori, fino all’ultimo giro: Pelikanski si porta all’attacco di Traina nelle ultime curve, ma il confronto tra i due favorisce Almekdad, che ne approfitta per superarli entrambi e tagliare per primo il traguardo. Traina è secondo, davanti a Pelikanski, terzo, e Drexler, nel frattempo riuscito a ricucire il distacco dai primi, quarto. Pellin chiude quinto, seguito da Gomez, Frigerio, Ometto, Schirripa e Markowski.
Nella finale, Almekdad sfrutta la pole position e conserva il comando nelle prime curve, ma già nel corso del giro d’apertura viene attaccato da Pelikanski, Pellin, Frigerio e dagli altri inseguitori, retrocedendo fino al decimo posto. Al terzo passaggio, Pellin prende il comando, mentre il compagno di squadra Frigerio sale in seconda posizione: i due riescono così ad allungare su Pelikanski e Drexler. Negli ultimi giri, però, Frigerio viene raggiunto e si ritrova a battagliare per il secondo posto con Pelikanski, Traina e Drexler. Pellin approfitta della lotta alle sue spalle per allungare e conquistare la vittoria. Frigerio ha la meglio nel confronto per la piazza d’onore, con Pelikanski terzo, Traina quarto e Drexler quinto. Almekdad recupera fino al sesto posto, davanti a Ometto, Petta, Gomez e Pinheiro.
Almekdad chiude la stagione da campione con 415 punti, precedendo Pelikanski, secondo a quota 362, e Frigerio, terzo con 359.
Junior ROK
Una finale rocambolesca caratterizza il weekend della Junior ROK.
David Moscardi centra la quarta pole position in questa stagione. L’italiano, con un tempo di 49.255 secondi nel gruppo 2, precede Tommaso D’Ambrosio, primo nel gruppo 1 in 49.431 secondi. Mia Zanki è terza nella classifica combinata, davanti a Jessica Calleja, quarta, Nino Moulin, quinto, e Nicolò Poli, sesto. Marco Pozzoni è settimo, seguito da Adrian Potepa, ottavo, Elias Boullier, nono, e Iven Ammann, decimo. Alle loro spalle si classificano Simone Seveso, Karol Kostur, Platon Kovtunenko, Alessandro Gorini, Gianmaria Ferretti, Leonard Wcislo, Mikolaj Gawlikowski, Michal Staszak, Matias Pinheiro Dominguez, Gabriele Giribaldi, Vasco De Vito, Stanislaw Grabowski, Colton Schniegenberg, Domenico Coco, Emilio Bolanos, Lena Pichler, Edouard Ruget, Daniel Ivanov, Alessandro Coppe, Jean Poujol, Tommaso Pomoni, Kayo Cera, Aleardo Lambo, Sebastian Serenelli Trebucq, Nicholas Bertolani, Demian Kravchenko, Jan Perel, Valerio Santini, Fabio Pappalardo, Gabriele Castelmani, Simone Mercati e Rudy Koka.
Con due successi su due, Moscardi conserva il primo posto nella classifica intermedia al termine delle qualifying heat. D’Ambrosio resta in seconda posizione, grazie a una vittoria e a un secondo posto. Potepa e Ammann salgono rispettivamente al terzo e al quarto posto, con Pozzoni quinto e Moulin sesto. Seveso entra in top-10 ed è settimo, mentre Zanki e Poli arretrano rispettivamente in ottava e nona posizione. Kostur sale al decimo posto, mentre Calleja retrocede in sedicesima posizione.
Nella finale, Moscardi sfrutta la pole position e si presenta davanti a tutti nelle prime curve, ma viene presto sorpreso da Potepa, che prende il comando. Al secondo giro, il poleman cede anche agli attacchi di Pozzoni e D’Ambrosio, salvo poi recuperare nelle tornate successive fino a riportarsi al secondo posto e tornare in scia a Potepa. Al decimo giro, il confronto tra i due sfocia però in un contatto che manda entrambi fuori pista, con Moscardi costretto al ritiro. Poco dopo, anche Pozzoni e Seveso entrano in contatto e i numerosi episodi rimescolano le posizioni di testa, favorendo Poujol, autore di una grande rimonta dalle retrovie, Ammann, D’Ambrosio e Schniegenberg. Poujol transita per primo sotto la bandiera a scacchi, ma una penalità di tre secondi gli costa la vittoria: Ammann eredita così il successo, mentre il francese chiude secondo davanti a Schniegenberg, terzo. Poli, D’Ambrosio, Pinheiro, Potepa, Kovtunenko, Kayo e Zanki completano la top-10.
Sebbene assente a Lonato del Garda, Kostrzewa si aggiudica il titolo con 426 punti. Potepa è secondo con 384 punti, mentre Moscardi è terzo con 378 punti.
Senior ROK
La Senior ROK regala un weekend dall’esito incerto fino alla fine.
Ancora una volta, è Riccardo Salemi il più veloce in qualifica. L’italiano fa registrare il miglior tempo di 47.611 secondi, battendo così la concorrenza di Andrea Barbieri, secondo, e di Riccardo Brangero, terzo. Simone Taccola si posiziona quarto, davanti a Leonardo Monzani, quinto, e Mattia D’Erme, sesto. Si classificano in top-10 anche Nik Sculac, settimo, Enrico Pietro Villa, ottavo, Borys Blaszczyk, nono, e Colin Wazny, decimo. La graduatoria prosegue con Christian Romeo, Luca Perelli, Ludovica Miceli, Stefano Zamponi, Ilias Mitaki, Piotr Protasiewicz, Michal Zajac, Aleksander Rogowski, Nicolò Coppotelli, Samuele Di Filippo, Francesca Pietrini, Luca Baggioli, Dante Rodriguez, Nicole Ameglio, Ewa Banach, Zhivko Bostandzhiev, Noemi Pradier, Jakub Kazana, Andrea Thej, Matteo Bruschi, Selina Baum e Denis Todorov.
Nella prefinale, Salemi mantiene la leadership al via, davanti a Brangero, Monzani e Sculac, mentre Barbieri scende al quinto posto. Nelle fasi successive, Salemi prova ad allungare sugli inseguitori, ma Brangero rimane incollato al rivale, con Monzani e Barbieri leggermente più staccati. Al termine del nono giro, però, la gara cambia volto: Salemi è costretto a fermare il proprio kart a bordo pista. Brangero eredita il comando e vola indisturbato verso la vittoria, staccando Monzani, secondo, e Barbieri, terzo. Wazny chiude quarto, davanti a D’Erme, Sculac, Romeo, Blaszczyk, Rogowski e Protasiewicz.
Nella finale, Brangero sfrutta al meglio la pole position per rimanere al comando, ma Barbieri, D’Erme, Monzani e Romeo restano incollati alle sue spalle. Al quinto giro, Barbieri trova il varco su Brangero e passa al comando, con Sculac e D’Erme che approfittano della situazione per superarlo a loro volta. Brangero prova subito a reagire e attacca D’Erme, ma quest’ultimo lo accompagna sull’erba nel tentativo di difendere la posizione: il confronto finisce per penalizzare entrambi, che perdono diverse posizioni. Barbieri può così proseguire al comando, con Romeo e Wazny a seguire, mentre Sculac è successivamente costretto a rientrare ai box e a ritirarsi. La bandiera a scacchi celebra la vittoria di Barbieri, con Romeo secondo. Taccola è protagonista di una rimonta di 16 posizioni e si classifica terzo, davanti a Rogowski, Brangero, Monzani e Blaszczyk. Di Filippo e Zajac sono rispettivamente ottavo e nono, mentre Salemi, partito dal fondo, è decimo.
Il campionato si conclude con il dominio di Salemi, primo con 485 punti. Brangero, all’esordio nella categoria, è secondo con 365 punti, mentre il compagno di squadra Romeo chiude terzo a quota 296.
Expert ROK
Il titolo della Expert ROK si decide soltanto all’ultimo round.
Come accaduto negli ultimi appuntamenti, Marco Massironi ottiene la pole position in qualifica. Con un tempo di 48.704 secondi, l’italiano precede Andrea Sorbello, secondo, e Alessandro Viganò, terzo. Adrian Marcinkiewicz centra il quarto posto, piazzandosi davanti a Michele Zampieri, quinto, e Paolo Baselli, sesto. Daniel Zajac, Gianni Zani, Gianluca Todeschini e Luca Molinari completano la top-10, mentre alle loro spalle si classificano Marco Nannavecchia, Marco Beretta, Christian Dischner, Cristiano Gautier, Paolo Zotta, Marzio Cavini, Gianluca Rubiolini, Riccardo Pedrola, Tino Donadei e Filippo Mosca.
Nella prefinale, Massironi mantiene il comando al via, ma al primo tornante entra in contatto con Alessandro Viganò, finisce largo e va in testacoda. La leadership passa quindi proprio nelle mani di Viganò, inseguito da Zampieri, Sorbello e Zajac. DDopo una breve neutralizzazione in regime di slow, la corsa riprende con Viganò saldamente davanti a tutti, mentre Sorbello è costretto a cedere il terzo posto a Zajac. La prova si conclude con Viganò primo, Zampieri secondo, Zajac terzo e Sorbello quarto. Marcinkiewicz, Baselli, Zani, Dischner, Molinari e Massironi chiudono la top-10.
Nella finale, Viganò sfrutta al meglio la partenza dalla pole position e conserva il comando, con Zajac, Marcinkiewicz, Zani, Zampieri, Baselli e Sorbello subito alle sue spalle. Le posizioni rimangono pressoché invariate fino al nono giro, quando un incidente nelle retrovie rende necessario il regime di slow su tutto il circuito. Alla ripartenza, Viganò gestisce al meglio la situazione e mantiene il comando fino alla bandiera a scacchi, mentre Marcinkiewicz ha la meglio su Zajac all’ultima curva e conquista la piazza d’onore. Zani chiude quarto, davanti a Zampieri, Sorbello, Massironi, Baselli, Mosca e Zotta.
Grazie all’eccellente weekend di Lonato del Garda, Viganò ribalta la situazione e conquista il titolo con 417 punti, precedendo Sorbello, fermo a quota 395. Massironi conclude il campionato al terzo posto con 376 punti.
Super ROK
La Super ROK chiude la stagione con gare movimentate e continui cambi al vertice.
Per la prima volta in stagione, Federico Zanetti conquista la pole position. L’italiano è il più rapido in qualifica con un tempo di 47.281 secondi, precedendo di soli 0.018 secondi Giuseppe Gaglianò, secondo. Matteo Melis insegue in terza posizione, a +0.090 dalla vetta, seguito da Riccardo Ferrari, quarto, Giulio Mazzolini, quinto, e Nicholas Reino, sesto. Tra i primi dieci troviamo, inoltre, Mattia D’Abramo, settimo, Matteo Lazzarotto, ottavo, Francesco Koci, nono, e Alessandro Zini, decimo. La classifica continua con Matteo Peruccio, Vittorio Maria Russo, Alex Desario, Rayan Carré, Alberto Masotto, Daniele Galbiati, Nikola Nikolic, Plamen Teliyski, Elia Galvanin, Mirko Graziani, Mariachiara Nardelli, Nicola Marini, Manuel Gritti, Chiara Bolognini, Shai Derungs, Tommaso Scarato, Andrea Saporiti, Evyatar Narov e Grigori Bozov.
Nella prefinale, Zanetti conserva il comando dopo le prime curve, ma già al secondo giro è costretto a cedere agli attacchi di Matteo Melis e Giuseppe Gaglianò. Al quinto passaggio cambia nuovamente la leadership, con Gaglianò davanti a Melis. Tuttavia, poco dopo, Gaglianò riceve tre secondi di penalità per non aver rispettato la procedura di partenza e, nel frattempo, viene superato in pista da Melis e Ferrari. La situazione rimane pressoché invariata fino al penultimo giro, quando, a sorpresa, Melis è costretto ad abbandonare la gara per un problema tecnico. Ferrari ne approfitta e conquista la vittoria precedendo Zanetti, secondo, e Reino, terzo. Gaglianò retrocede al quarto posto, davanti a Koci, Galbiati, Carré e Desario. Penalizzati anche Peruccio per un contatto, oltre a Mazzolini e Lazzarotto per lo spoiler frontale in posizione non corretta: i tre si classificano rispettivamente nono, decimo e 11°.
Nella finale, Ferrari sfrutta la pole position e si porta immediatamente al comando, con Reino, Zanetti e Gaglianò nel ruolo di primi inseguitori. Con il passare dei giri, però, è Gaglianò a cambiare passo: l’italiano risale rapidamente fino alle spalle di Ferrari e, al settimo giro, completa il sorpasso che gli vale la leadership. Da quel momento, Gaglianò costruisce un margine sul rivale e lo gestisce fino alla bandiera a scacchi, assicurandosi così la vittoria. Ferrari chiude secondo, mentre Zanetti sale sul gradino più basso del podio, davanti a Peruccio, quarto. Koci, Carré, Galbiati, Mazzolini, D’Abramo e Masotto occupano le posizioni immediatamente successive.
Con 419 punti, Gaglianò conquista il titolo della Super ROK, aggiungendolo a quello ottenuto lo scorso anno nella Senior ROK. Ferrari conclude il campionato al secondo posto con 316 punti, mentre Zini è terzo a quota 249.
Shifter ROK
La Shifter ROK riserva un finale di weekend del tutto inaspettato.
Anche in questa occasione, Marco Chiarello detta il passo in qualifica. L’italiano è in pole position con un tempo di 46.693 secondi, davanti ai rivali Nicola Rossini, secondo, e Riccardo Rigodanza, terzo. Mattia Rossetti si piazza al quarto posto, con alle spalle Lorenzo Brunetti, quinto, e Cristian Curti, sesto. Mateo Moni è settimo, seguito in classifica da Francesco Del Vecchio, Alessandro Merigo, Antonio Lagrotteria, Alessandro Risi, Pietro Camerlengo e Gabriele Bensi.
Nella prefinale, Chiarello ha uno scatto perfetto allo spegnimento dei semafori, sebbene sia subito incalzato da Rigodanza. Al contrario, Rossini resta fermo sulla griglia e, nonostante tenti di ripartire, è costretto al ritiro. Chiarello e Rigodanza prendono subito il largo sul resto degli inseguitori, mentre alle loro spalle Bensi balza in terza posizione, nonostante sia partito dal fondo dello schieramento. Al termine dei 13 giri in programma, la bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Chiarello su Rigodanza, con Bensi terzo davanti a Rossetti, Camerlengo, Brunetti, Del Vecchio, Merigo, Risi e Lagrotteria.
Nella finale, Chiarello e Rigodanza partono bene dalla prima fila e si contendono la prima posizione nelle fasi iniziali, mentre Rossini emerge in breve tempo al terzo posto, davanti a Bensi, quarto. Con il passare dei giri, Chiarello allunga progressivamente su Rigodanza, a sua volta impegnato a guardarsi le spalle da Rossini. Al nono giro, però, arriva la svolta: Chiarello è costretto al ritiro per un problema tecnico e la vittoria diventa così un affare a due tra Rigodanza e Rossini. Il confronto premia Rigodanza, che taglia per primo il traguardo davanti a Rossini, mentre Bensi completa il podio. Camerlengo chiude quarto, seguito da Rossetti, Brunetti, Lagrotteria, Merigo e Risi.
Nonostante l’inaspettato ritiro in finale, Chiarello corona un campionato dominato con il titolo e 456 punti. Rossini conclude la stagione al secondo posto con 323 punti, davanti a Bensi, terzo a quota 318.